Le sfide della transizione energetica, verso un domani sostenibile

Aumento delle emissioni di CO2, riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai e incremento del livello del mare sono solo alcuni dei fenomeni che da decenni stanno modificando il nostro Pianeta.
In questo scenario la transizione energetica rappresenta uno snodo fondamentale per preservare l’equilibrio dell’ecosistema ma soprattutto un obiettivo che passa anche attraverso l’uso di fonti di energia sempre più pulite.

Un grande impegno in questa direzione proviene dall’Europa che punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 attraverso il Green Deal, un ambizioso piano che prevede la riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

In Italia, questo percorso trova espressione nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) che stabilisce una serie di obiettivi al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2 e individua circa 3 GW di nuova capacità a gas naturale entro il 2025 tra le priorità di sviluppo infrastrutturale.
La gestione di una rete elettrica alimentata da infrastrutture tecnologiche basate sui più elevati standard ambientali, di sicurezza e affidabilità costituisce un asset fondamentale per garantire lo sviluppo delle fonti rinnovabili e favorire il processo di decarbonizzazione.

Il nostro impegno per la transizione energetica

La sfida della transizione rappresenta per noi l’impulso che ci spinge a fare leva sull’affidabilità e la flessibilità delle nostre centrali termoelettriche. Con sei siti produttivi gestiamo una capacità di generazione complessiva di 4,3 GW. Centrali gestite secondo i più elevati standard ambientali, di sicurezza e affidabilità che nel 2021, hanno prodotto 17,3 TWh di energia elettrica, pari a circa il 6% della produzione nazionale totale.

Luca Alippi

Luca Alippi

Amministratore Delegato

I nostri impianti efficienti, flessibili e programmabili stanno accompagnando la transizione energetica, integrando quando necessario le fonti rinnovabili. Tutte le nostre centrali contribuiscono, oltre che alla copertura della domanda, anche alla sicurezza e adeguatezza della rete. In particolare, le Centrali di Trapani e di Fiume Santo sono riconosciute essenziali per la sicurezza energetica del sistema elettrico italiano. Abbiamo in corso investimenti per quasi un miliardo di euro per rinnovare i nostri asset e renderli ancora più efficienti e anche per questo più sostenibili, creando occupazione e generando valore per il territorio.

Andrea Bellocchio

Andrea Bellocchio

Power Plants Operations Director


Per sostenere la transizione energetica e consentire la crescita delle rinnovabili, le centrali termoelettriche svolgono oggi – e lo faranno ancora nei prossimi anni – un ruolo necessario per garantire la sicurezza del sistema.

Occorrono impianti estremamente performanti e flessibili, in grado cioè di entrare rapidamente in funzione quando la produzione da fonti rinnovabili si riduce, e a ridotto impatto ambientale, in linea con le stringenti direttive dell’Unione Europea.

I progetti delle nuove unità produttive nelle Centrali di Tavazzano e Montanaso (LO) e di Ostiglia (MN)

A partire dal 2022 gli impianti a ciclo combinato di Tavazzano e Montanaso (LO) e di Ostiglia (MN) sono al centro di un ambizioso programma di rinnovamento che, grazie all’installazione di una nuova unità con tecnologia di ultima generazione, garantirà maggiore efficienza e un miglioramento delle prestazioni ambientali.

Potenza elettrica nominale delle 2 unità

Pari a 880 MW (Ostiglia) e 800 MW (Tavazzano e Montanaso)

superiore al 60%

Rendimento netto di ciascuna nuova unità

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